Roma, giorni di ordinaria reclusione per il 17enne reo confesso dell’omicidio di Michelle Causo

La giornata tipo di Oliver, nel carcere minorile di Casal del Marmo in stato di alta sorveglianza. E il numero dei suoi follwer aumenta.
Si comporta come un autentico detenuto modello, il 17enne Oliver D.S., recluso nel carcere minorile di Casal del Marmo per l’omicidio di Michelle Causo. Per lui è stato richiesto uno stato di alta sorveglianza, probabilmente per la garantirne l’incolumità.
Protetto dal suo isolamento quotidiano, quasi certamente il ragazzo non sa delle scritte di minaccia sul muro di casa, o dello sfregio al campanello. E neanche nel vorticoso aumentare dei follower del suo profilo Instagram dovuto, per lo più, alla possibilità di ricoprirlo di insulti ed improperi.
Fin dal primo momento, O.D.S. ha ammesso la sua responsabilità nell’omicidio di Michelle Causo, a Primavalle. Ha ammesso e confermato tutto: le coltellate, il tentativo di liberarsi del cadavere, ha indicato in 40 euro un inverosimile movente per l’uccisione della giovane.
Senza tradire emozioni, come nella sua permanenza in carcere; senza richieste o domande di alcun tipo, né su cibo, farmaci o, magari, libri. Non parla con gli agenti, non proferisce parola alcuna.
Chi è Oliver D.S., il ragazzo accusato dell’omicidio di Michelle Causo.
Nato a Roma, da padre capoverdiano e madre cingalese, del 17enne non si sa molto, a parte quello che egli stesso voleva far sapere di sè, attraverso quel profilo Instagram con cui voleva accreditarsi come “trapper“, più che altro come aspirante, nel suo caso.
Le parole, gli atteggiamenti, l’abbigliamento sono quelli di rito. Ma fino a pochi giorni fa, nulla tradiva una natura particolarmente violenta del giovane. Un suo amico ne ha parlato così: “Tutti lo conoscevano, faceva danni. Già un po’ di persone ce l’avevano con lui”. Ed il cambiamento da bravo ragazzo ad esperto di purple drunk sarebbe, sempre secondo gli amici, da ricondurre ad una delusione d’amore: “Fino a poco fa era fidanzato, da quasi due anni. Poi, mi hanno detto i suoi amici, da quando si è lasciato che è diventato un’altra persona”. Così un compagno di scuola di Michelle ai microfoni di un programma tv. Educato e gentile pur se molto agitato: lo descrive così, il giorno dell’omicidio, una donna che vive nel palazzo di via Dusmet. E alla madre della giovane uccisa lui stesso avrebbe detto: “Non si preoccupi, io voglio bene a Michelle“.
Gli investigatori continuano senza sosta le indagini, per stabilire cosa abbia fatto scatenare la furia omicida in questo adolescente strano, introverso e taciturno, troppo educato per essere “vero“. Perchè quel movente indicato dal giovane, un debito da una manciata di euro, convince davvero poco.
Intanto O.D.S. si gode la sua ora d’aria in tranquillità, passeggiando e si sforza di fare dell’attività fisica. E il suo profilo, su Instagram, è sempre più affollato.
