Cronaca

La Cassazione conferma: il clan Casamonica è mafia

Volante dei Carabinieri in via di Porta Furba, Roma (Fonte Ansa) – Roma.Cronacalive.it

Confermata l’accusa di mafia, la Suprema Corte riconosce l’aggravante dell’associazione armata per alcuni vertici del clan.

La Cassazione ha confermato l’accusa di associazione mafiosa per il clan Casamonica, rigettando i ricorsi presentati da oltre 30 imputati. La Suprema Corte ha riconosciuto anche l’aggravante dell’associazione armata per alcune posizioni di vertice del clan, per le quali è stato disposto un nuovo processo d’appello per la rideterminazione della pena. Tuttavia, è decaduta l’aggravante di aver agito nell’interesse del clan per coloro che operavano in posizioni di secondo piano.

La Corte d’Appello di Roma, il 29 novembre del 2022, aveva già ribadito l’accusa di 416bis. La condanna più severa, pari a 30 anni, era stata inflitta a Domenico Casamonica, uno dei capi del clan romano. Nella sentenza dei giudici della Corte d’Appello di Roma con cui è stata confermato l’accusa di mafia per il clan si legge: “Il gruppo criminale Casamonica, operante nella zona Appio-Tuscolana di Roma, con base operativa in vicolo di Porta Furba è organizzato in una ‘galassia’, ossia aggregato malavitoso costituito da due gruppi familiari dediti ad usura, estorsioni, abusivo esercizio del credito, nonché a traffico di stupefacenti, dotato di un indiscusso ‘prestigio criminale’ nel panorama delinquenziale romano, i cui singoli operavano tuttavia in costante interconnessione e proteggendosi vicendevolmente, così da aumentare il senso di assoggettamento e impotenza delle vittime, consapevoli di essere al cospetto di un gruppo molto coeso ed esteso”.

Il maxiprocesso ha avuto inizio dopo gli arresti compiuti dai carabinieri del Comando provinciale di Roma nell’ambito dell’indagine ‘Gramigna’, coordinata dai magistrati Michele Prestipino, Giovanni Musarò e Stefano Luciani.