Cultura

Le statue parlanti di Roma: una storia da far venire la pelle d’oca

La statua parlante di Marforio – Roma.Cronacalive.it (foto Depositphotos)

Nel XVI secolo i romani trovarono il modo di esprimere le loro idee nel clima opprimente causato dallo strapotere del Papato usando la satira

Per non essere incriminati e allo stesso tempo criticare la situazione politica e sociale, qualche secolo fa i romani ebbero l’idea di esporre versi satirici su alcune statue della città che divennero “parlanti” e si fecero portavoce del malcontento della popolazione, che in segreto pubblicava i messaggi in modo che tutti potessero leggerli.

La più celebre statua parlante è il Pasquino, nei pressi di Piazza Navona. Dal Pasquino prendono il nome le Pasquinate, solitamente scritte di notte da poeti e pensatori conoscitori della metrica e del latino. I romani le leggevano il mattino seguente prima di essere rimosse dalle autorità. Il termine “pasquinate” – a indicare composizioni satiriche a sfondo politico, ecclesiastico o personale – si è diffuso anche all’estero in altre città europee.

Per porre fine alle Pasquinate romane vennero emanate leggi molto severe, che includevano la condanna a morte, la confisca e l’infamia per tutti coloro che venivano sorpresi a pubblicare Pasquinate sulle statue. La statua del Pasquino inoltre venne messa sotto sorveglianza e Papa Adriano VI minacciò di gettarla nel Tevere.

La statua di Pasquino risale al III secolo a. C. e probabilmente in origine decorava lo Stadio di Domiziano, dove oggi troviamo Piazza Navona. A Roma ci sono anche altre statue parlanti, che nel complesso formano il “Congresso degli Arguti”, quei liberi pensatori di pietra diventati portavoce di messaggi taglienti diretti a papi e nobili.

Marforio, Madama Lucrezia e il Pie’ di marmo

La statua parlante di Marforio risale al I secolo d.C. e si trova nel cortile di Palazzo Nuovo ai Musei Capitolini; potrebbe essere originaria del tempio di Marte – che un tempo sorgeva nel Foro di Augusto – e rappresenta una divinità fluviale. Marforio era considerato la “spalla” di Pasquino poiché alle domande di uno rispondeva l’altro con toni dissacranti.

L’unica statua parlante che raffigura una donna è quella di Madama Lucrezia, nei pressi dell’Altare della Patria. Il busto rappresentava probabilmente una sacerdotessa di Iside o la dea Iside. Il Pie’ di marmo non rientra nel “Congresso degli Arguti” ma anch’esso veniva utilizzato per pubblicare le Pasquinate. È probabilmente il piede della statua di Madama Lucrezia, come testimonierebbero le dimensioni e la qualità del marmo, oltre che la veste e il sandalo, parti queste del corredo delle sacerdotesse di Iside.

La statua parlante del Babuino – Roma.Cronacalive.it (foto Depositphotos)

Il Babuino, il Facchino e l’Abate Luigi

La Fontana del Babuino si trova su una fontanella addossata a Palazzo Grandi e raffigura una antica divinità a metà tra uomo e satiro. Per un certo periodo le satire del Babuino furono così celebri e dissacranti che superarono quelle del Pasquino e vennero chiamate “babbuinate”.

Tra le statue parlanti ci sono anche la Fontana del Facchino – che rappresenta un acquaiolo, cioè colui che rivendeva porta a porta l’acqua delle fontane pubbliche – e l’Abate Luigi, di fianco alla chiesa di Sant’Andrea della Valle, una statua senza testa che raffigurava originariamente un magistrato o un oratore poiché tiene un rotolo nella mano.