Economia

Rottamazione cartelle, ultima chiamata: ora o mai più, e saranno dolori

Agenzia delle Entrate – Riscossione. Roma-CronacaLive.it

Per saldare i debiti con l’Agenzia delle Entrate, l’ultima chance data della rottamazione-quater scade inesorabilmente il 6 novembre

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato per coloro che hanno aderito alla rottamazione-quater e l’orologio sta ticchettando inesorabilmente verso la scadenza, fissata per il 6 novembre: chiunque abbia sfruttato l’opportunità di definire agevolmente i propri debiti con l’erario, rottamando le cartelle esattoriali entro questa data, potrà beneficiare dei vantaggi previsti dalla legge fino a quella data.

Attenzione al calendario, però: la scadenza originale è il 5 novembre ma, poiché cade di domenica, il termine slitta al giorno successivo.

Indubbiamente, la rottamazione-quater, prevista nella Finanziaria 2023, ha rappresentato un’occasione d’oro per mettersi in regola con i conti in sospeso con l’Agenzia per la Riscossione e, specularmente, ha consentito alle casse dello Stato di incassare velocemente i debiti accumulati tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022, passando un colpo di spugna sui precedenti (e falliti) tentativi di rottamazione e senza prendere in considerazione le regolarità dei pagamenti ante 2023. In più, ha consentito di tagliare la quota di maggiorazioni accessorie del debito maturato, richiedendo soltanto la sorte capitale, al massimo gravata di spese di notifica ed eventuale istruzione della procedura esecutiva: le somme dovute sono al netto di sanzioni, interessi di mora e aggio dell’Agenzia di Riscossione.

Chi non paga o lo fa in ritardo può dire addio all’agevolazione della rottamazione-quater

Contribuenti in coda davanti alla Agenzia Riscossione

Non ci sarà appello, però, per chi salta l’ultima scadenza del 6 di novembre o si limita a pagamenti parziali del dovuto perché, in quel caso, tutti i benefici della rottamazione – quater andranno in cavalleria: la scadenza del 31 ottobre 2023 è chiaramente indicata sul modulo allegato alla “Comunicazione delle somme dovute”, che i contribuenti possono trovare sul sito dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione.

I metodi di pagamento sono vari e flessibili: è possibile pagare in banca, presso gli sportelli bancomat abilitati a Cbill, tramite internet banking, agli uffici postali, dai tabaccai convenzionati con Banca 5 SpA, attraverso i circuiti Sisal e Lottomatica, oppure direttamente sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione  o, ancora, utilizzando l’App Equiclick, attraverso la piattaforma pagoPa. Coloro che, invece, preferiscono il contatto diretto, possono recarsi agli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, dopo essersi prenotati online nella sezione “Sportello territoriale” del portale, oppure chiamando il contact center al numero 060101.

Quindi, quella del 6 novembre è davvero l’ultima chiamata: chiunque abbia una “Comunicazione delle somme dovute” in mano, dovrà agire prontamente, se vorrà sfruttare questa occasione per risolvere le questioni in sospeso con le casse dello Stato: altrimenti ci si ritroverà con l’Agenzia delle Entrate alle calcagna.