Cronaca

Sfregio al Colosseo: il turista condannato vuole pagare il danno ma la PA non gli fornisce l’Iban

Turisti passeggiano al Colosseo, Roma – Roma.Cronacalive.it

Dopo aver inciso il suo nome sul Colosseo, il turista inglese si scontra con la burocrazia italiana per riparare il danno.

Oltre il danno, anche la beffa. La storia di Ivan Danailov Dimitrov, il giovane inglese di 27 anni di origini bulgare, è emblematica di quanto la lentezza della burocrazia italiana possa portare a situazioni paradossali.

La vicenda risale allo scorso 23 giugno quando il turista incise con delle chiavi il suo nome e quello della sua fidanzata su uno dei muri del Colosseo. Come denunciato da Il Messaggero, i giovane ora vorrebbe ripagare il danno, ma l’amministrazione capitolina non è ancora riuscita a indicare gli estremi su cui dovrebbe effettuare il bonifico.

Lo sfregio del Colosseo

Il 23 giugno del 2023, Dimitrov è diventato “famoso” per aver inciso la scritta “Ivan + Hailey 23”. Un gesto che sarebbe considerato romantico, se non fosse che il giovane turista ha inciso questa scritta proprio sui muri del Colosseo che, in quanto monumento certificato dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, si qualifica come danneggiamento di beni culturali.

Dopo l’atto vandalico, il giovane è tornato in Inghilterra, a Londra, dove i carabinieri lo hanno rintracciato e gli hanno comunicato le accuse nei suoi confronti. Dimitrov, pentito per il suo gesto, ha quindi scritto una lettera di scuse al sindaco Roberto Gualtieri e alla Procura capitolina, affermando di aver appreso solo successivamente l’importanza storica del monumento.

Secondo la relazione sottoscritta il 26 giugno scorso dall’architetto Barbara Nazzaro (funzionario del Parco Archeologico del Colosseo), per riparare i danni causati serviranno due giorni di lavoro da parte di un restauratore di alto livello, oltre all’affitto di attrezzature e all’acquisto di materiali, per un totale di 965 euro più IVA. Somma che Dimitrov si è dichiarato ben disposto a pagare, anche per ottenere la sospensione condizionale della pena.

Frame del video pubblicato su Reddit in cui si vede il turista inglese incidere sul Colosseo con delle chiavi il suo nome e quello della fidanzata – Cronacalive.it

Il giallo dell’Iban

Insomma, tutto bene quel che finisce bene. Se non fosse che, dopo quasi tre mesi e numerose e-mail di sollecito da parte della Procura e dell’avvocato difensore, Dimitrov non ha ancora ricevuto un Iban su cui versare la somma richiesta.

L’avvocato Alexandro Maria Tirelli, che sta difendendo Dimitrov insieme all’avvocato Maria Valentina Miceli, ha criticato aspramente la situazione, affermando: “Insieme al magistrato ci siamo dovuti scontrare contro la burocrazia della pubblica amministrazione, degna di un Paese centro-africano degli anni 80 e che andrebbe ridimensionata dalla politica. Trovo assurdo che la legge imponga una condizione per la concessione della sospensione della pena e la pubblica amministrazione, di fatto, impedisca di realizzarla”.

Il Parco Archeologico del Colosseo ha dichiarato a Il Messaggero che la dirigente dell’ufficio Bilancio e Pagamenti del Ministero dei Beni Culturali si sta impegnando per risolvere questa situazione nel più breve tempo possibile.